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INTRODUZIONE

 

“Non c’è nessun arte che metta fuori uso tante forme, e così presto, come la musica. Modulazioni, cadenze, progressione di intervalli, concatenazioni di armonie, si logorano a tal punto in cinquant’anni, anzi in trenta, che il musicista di gusto non può più servirsene ed è costretto a cercare nuovi mezzi musicali.”

Così scriveva verso la fine del  secolo il critico musicale Hanslick che non poteva certo immaginare come presto questa “veloce” evoluzione stesse per  trasformarsi, come per le altre arti, in una  rivoluzione.

Nel variare di quelle forme di cui parla Hanslick, la musica occidentale aveva parlato un linguaggio comune basato sull’uso delle scale, dei centri tonali, e da una certa uniformità di ritmo. Si poteva cambiare il ritmo e modulare verso altre tonalità, ma con parsimonia.

La  rappresentazione della Sagra della Primavera di Strawinsky avvenuta nel 1913 a Parigi, rappresentò con le sue novità di timbri, coi suoi ritmi liberi e ossessivi, con  le sue armonie stridenti, uno dei più noti scandali della musica del Novecento. Ma già con il balletto Petruska Strawinsky aveva mostrato la sua carica rivoluzionaria

Ancor più radicale fu la rivoluzione di Schoenberg nell’uso delle armonie e delle scale con l’abbandono della tonalità ( musica atonale) e  con l’introduzione del parlare cantato nel suo Pierrot Lunaire con la successiva teorizzazione di un sistema di comporre, quello dodecafonico, in cui tutti i dodici semitoni avevano una stessa dignità.. Una rivoluzione, quella di Schoenberg che Wagner già aveva iniziato, presentando ad esempio nel preludio del suo Tristano ed Isotta un brano senza centro tonale.

La rivoluzione giunse anche nell’Opera con il Wozzeck.di Alban Berg e con Mosè ed Aronne dello stesso Schoenberg. Berg era un compositore che si fidava soprattutto e solo del proprio orecchio, usò nel Wozzeck tecniche tonali, atonali e dodecafoniche, in armonia con il suo sentire quella certa scena e quel certo personaggio. Mosè ed Aronne  è invece un’opera interamente quasi scolasticamente dodecafonica il che ci mostra che Schoenberg considerasse la dodecafonia un metodo di composizione alternativo alla tonalità.

Come con il verso sciolto la poesia si era liberata della necessità di comporre con rime e con metri,  con l’abbandono della figuratività, dell’unicità del piano di rappresentazione, della fedeltà dei colori, pittura e scultura avevano trovato nuovi metodi di rappresentazione, analogamente la musica giunse a liberarsi del “centro tonale” che aveva dominato il periodo classico della musica occidentale e delle costrizioni ritmiche per poi allargare il suono a ciò che prima veniva considerato non suono ma solo rumore

Con la musica però si apre uno scenario molto diverso rispetto alle altre arti.

La cultura media ha assimilato ed apprezza Picasso, l’astrattismo e al di là di questi ‘oggetti’ performance come certe istallazioni e trovate come Merda d’Artista) che appaiono e vengono presentate come provocazioni, appelli ecc. Le mostre di queste opere hanno grande successo, le pubblicazioni in edizione multimediale come in edizione tradizionale sono acquistate consultate, godute e conservate. In poesia poeti e narratori come Kafka e Joyce sono letti, discussi, citati; sono entrati in quell’universo culturale che viene chiamato “immaginario collettivo”: le loro opere sono nei cataloghi della case editrici nelle pubbliche biblioteche, nelle biblioteche famigliari.

Per musica contemporanea  nulla di ciò è accaduto e ancor oggi siamo di fronte a una vera e propria frattura. Accanto alla tradizionale e secolare frattura fra musica “colta” e musica popolare ne è nata un’altra forse ancora più profonda all’interno fra i cultori di musica “colta” La gran maggioranza di coloro che accettano la musica del passato nelle sue varie espressioni: musica sinfonica, cameristica, teatrale,  non conosce, non coltiva o addirittura rifiutale sue più moderne espressioni..

 

    

I  PRECURSORI

 

     

     La decadenzadel sistema tonale inizia con R. Wagner. Poichè ci sono dodici scale diatoniche la modulazione

può essere ben rappresentata  dal quadrante di un orologio  in cui le ore 12 simbolizzano la tonalità principale.I compositori dei secoli XVII e XVIII  non si avventurano troppo lontano neo loro schemi modulanti.  Essi vanno dalle 12 alla 1 alle 11 per tornare alle 12. Più tardi i compositori sono più audaci,  ma il ritorno alle 12 rimane ancora imperativo.. Wagner si aggira da una tonalità all'altra con una tale estensione che la nozione di tonalità centrale comincia a svanire.  Modula arditamente da 12  a 6 a 9 a 3 ecc. e non si è sicuri quando avvenga  il ritorno alla tonalità centrale, se pure avviene,  

                

 

 

 

 

 

  Claude DEBUSSSY 

In italia, a Vienna, a Parigi, in Europa trionfano il valzer, l'operetta e la musica di Mascagni quando Debussy in Francia e Strauss a Vienna portano avanti le loro idee musicali innovatrici. Wagner  aveva aperto una porta e fu schoemberg a trarne le conseguenze con l'abbandono del sistema tonale per l'atonalità dei dodici toni. Claude Debussy  in parte lo precedette nell'iniziare la rottura adottando scale esatonali, pentatonali e abbandonando la tonalità. Debussy era però un compositore istintivo e non un teorico, spazzò via tutte le precedenti teorie della vecchia scienza armonica e inaugurò un periodo di piena libertà armonica.

    Richard STRAUSS

Manifesta una estrema libertà di composizione soprettutto nelle sue prime opere  teatrali SAlome (1905) ed EkeKtra (1908) dove anticipò le esasperazioni espressionistiche. Sensualità esasperata, folle, dramma serrato, orchestrazione tormentata, dissonanze, canto convulso e spezzato, addirittura  sconvolgente, gridato, terrificante e continuo della protagonista dell'Elektra.  Successivamernte Strauss da inizio ad un ripensamento che lo porta a ripercorrere strade classiche decisamente lontane da ogni avanguardia.                                                                           

 

 

 

                 

Igor Stravinsky

 

 IGOR    STRAVINSKJ

Petrouschka

La tonalità è abbandonata per le scale modali difettive già usate da Debussy. Scale modali differenti vengono utilizzate in successione e sovrapposizione con generazione di dissonanze, uso completamente libero dei tempi e degli accenti, l'uso del pianoforte trattato come strumento di percussione, gli interventi degli strumenti,  i tremoli degli archi.Tutto ciò rende la musica secca, asciutta, festosa, grottesca, ironica, straripante, vitale vertiginosa. E chiaramente antiromantica. Perfino nelle citazioni deformate delle cigolature degli organetti, nelle stonature degli strumenti dei musicisti da strada. Petrouschka è ritmo, vitalità, gioia, colore.

IGOR    STRAVINSKJ

SAGRA DELLA PRIMAVERA

  Aria totalmente diverso si respira nella SAGRA DELLA PRIMAVERA Lo scatenarsi del ritmo appare caotico ma trasmette una barbarica energia. Le assimmetrie ritmiche sono urtanti. Prevale il principio della ripetizione che raggiunge toni ossessivi. 

La Sacre è un momento decisivo e di svolta nella storia cdella musica. Se ne accorse la critica ma anche lo avvertirono gli spettatori che pur fra contrasti seppero avvertire l'inadita forza di una composizione che con la forza ritmica, gli accenti, le deformazioni, i brutti e strazianti accordi demoliva anche il concetto di bello artistico.

 

 Igor' Fëdorovič Stravinskij (Lomonosov 17-6-1882) studia in Russia allievo del compositore RimsKj-Korsakoff. Emigrato in Francia compone L'uccello di fuoco (1910), Petrushka (1911), la Sagra della primavera (1913) per i balletti di Diaghilev. opere che reinventarono il genere del balletto.

Dopo queste opere fortemente innovative inizia un periodo di ripensamento. Strawinsky ripensa e rimodella il classico ma in nessun modo la sua composizxione può essere considerata un ritorno ai canoni classici.

Inizialmente è ostile alla dodecafonia, ma le sue ultime opere sono dodecafoniche 

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Schoenberg 

 

 Schoenberg

Emanciparsi dalla dissonanza significa anche emanciparsi dalle regole armoniche dell'armonia che Schoenberg considerò sempre frutto di abitudine del nostro orecchio. Consonanza e dissonanza sono per lui concetti storici, prodotti da secoli pratica musicale e comunque per nulla leggi della natura, ma al contrario destinate a morire e già così stabilmente sulla via di un crescente disuso, che gli orecchi ormai abituati hanno perso " il timore del loro effetto "incoerente" . Non si aspettavano più le preparazioni delle dissonanze de Wagner o la risoluzione di quelle di Strauss, e le armonie non funzionali di Debussy o l'aspro contrappunto di certi compositori non disturbavano più" ( l'Emancipazione dalla dissonanza p. 109) "Uno stile che ormai si basa su simili premesse tratta la dissonanzaallo stesso modo della consonanza e rinuncia a un centro tonale. Naturamente evitando di stabilire una tonalità si viene a escludere la modulazione, poichè modulare significa passare da una tonalità ad un'altra

Schoenberg

LA DODECAFONIA si basa su una serie di dodici suoni della scala cromatica. Le serie può essere retrograta il primo diventa l'ultimo ed entrambe possono essere invertite . Scompare la differenza fra melodia successione di note a armonia note suonate contemporaneamente e quindi costiuisce serie anche l'accordo delle dodici note.

 

Schoenberg invento Sprecgìhstimme  la melodia parlata e in proposito scrisse:

"La melodia segna con note nella Sprecgìhstimme non è destinata (tranne singole eccezioni, del resto indicate )ad essere cantata. L'esecutore ha il compito di curare il cambiamento delle altezze di suono indicate con la melodia parlata (Sprechmelodie). ciò avviene a patto che egli . 

  1.  osservi molto scrupolosamenteil ritmo, come secantasse, cioè con non maggiore libertà di quella che si potrebbe permettere di fronte ad una melodia da cantare;
  2. si renda coscientedella differenza tra "suono parlato e suono cantato: il secondo conserva immutata l'altezza mentre il primodà sì l'altezza della nota, ma l'abbandona subito scendendo o salendo. [...]Non si desidera affatto un parlare realistico-naturalistico [....] Ma esso non deve ricordare neppure il canto."

 

Una maggiore famigliarità con le più remote consonanze, ossia le disssonanze, eliminò gradatamente le difficoltà dicomprensione e, alla fin, rese possibile non soltanto l'emancipazione dell'accordo di settima dominante e degli atri di settima, delle settime diminuite e cdelle quinte aumentate, ma altresì delle più remote dissonanze presenti in Wagner, Strauss, Musorgskij, Debussy, Mahler, Puccini e Reger" ( da l'Emancipazione dalla dissonanza p.110)

I giudizi sulla dodecafonia

Thomas Mann nel suo Doctor Faustus in cui il protagonista, il musicista Adrian compositore Leverkun la interpreta come una rinuncia alla libertà soggettiva. La critica di Man è assai simile a quella elaborata da T. W. Adorno che nel suo TRATTATO FILOSOFIA DELLA MUSICA MODERNA contrappone le attività compositive  di Schoenberg e Strawinsky come due attività compositeve politicamente agli estremi nel mondo musicale del primo novecento. Nel primo Adorno vede  il compositore reazionario, che diviene man mano funzionale all’alienazione della società totalmente organizzata,  facendosi suo interprete e nel secondo il rivoluzionario che portando a compimento la sua emarginazione che, attraverso “la dialettica della solitudine”, giunge a concepire  il suo mestiere di vivere in conformità alla solitudine.

Schoenberg dovette comunque difendersi dalle accuse di eccessiva astrattezza e limitazione della libertà e affermò sempre che il sistema dodecafonico  coi suoi vincoli e le sue regole costituiva un linguaggio per preservare la possibilità comunicativa. Quanto alla libertà affermò che durante la composizione dell'opera Mosè e Aronne, pur avendo usato una sola serie, aveva potuto comporre con la stessa libertà di prima.

 

 

                                                                                        

 

Alban Berg

Nel suo capolavoro Wotzc vengono utilizzate tecniche dodecafoniche, ma anche atonali e tradizionali. Entusista della nuova tecnica dodecafonica, ma come Debussy  alieno da ogni teorizzazione e ubbidiente solo alla sua sensibilità musicale.

Paul Hindemith

Compositore. Espresse una durissima condanna della dodecafonia dichiarando illegittimo un linguaggio che non seguiva la naturale organizzazione dei suoni. Solo un sistema che assicura la naturale dei suoni è musica in grado di comunicare e emozionare.

 Anton Webern

compositore dodecafonico. Per lui la dodecafonia rappresenta non una rottura ma un allargamento del sistema classico della tonalità. UN sistema naturale nello stesso senso inteso tradizionalmente, che permette l'utilizzazione di un più altro numero di armonici.

 

 grazie

 

 

 

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