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PENSIERI  E  PARADIGMI IN  FILOSOFIA

PROGETTO AVANGUARDIE 

 

Munch  per il forte  impressionismo l'uso dei colori forti, cupi, irreali, le atmosfere, i cieli violentemente espressivi, Van Gogh per l'uso dei colori e la pennellatas fisica, quasi violente, stradinariamente espressiva dell'animo del pittore e dei forti sentimenti che il soggetto gli suscita sono i pittori che più ispirarono la rivoluzione del colore

                                                  

         

 MUNCH  Inger sulla spiaggia                                                                                                    VAN GOGH

     Cezanne

    Le bagnanti  

 

 

                                       Picasso

  Les Demoiselles d'Avignon    

 

Molti critici hanno messo in evidenza  quanto le figure delle  Demoiselles d'Avignon  debbano alle bagnanti di Cesanne

 

 

 

 VIENNA  La SECESSIONE

A Vienna Klimt fondando il movimento della Secession esprime il tramonto di un epoca di fulgori e zone scure del declinante impero con una pittura brillante e decorativa intessuta di cultura bizantina (a Ravenna studia i mosaici), di classicità e di calligrafia giapponese. I suoi allievi la testimonieranno in maniera ben più drammatica. Il dramma umano di Egon Schiele col suo dilaniante ,

disperato, erotismo, la densità barocca di Koloschka già preannunciano l’espressionismo. Una angoscia più universale si respira nelle tele di Munch il cui Grido (oggi rovinato da un furto) stravolto, disperato, (Sentii un urlo attraversare la natura …Dipinsi questo quadro, dipinsi le nuvole come sangue vero. I colori stavano urlando) esprime tutta la disperata solitudine dell’uomo e assurge a simbolo della crisi culturale, umana, esistenziale non solo di quel periodo storico ma della condizione disperata dell’uomo sulla terra.

Ensor lavora in solitudine sulle coste del mare del Nord ma i suoi soggetti sono le moltitudini cittadine che Ensor dipinge come maschere grottesche, deformate, tragiche, patetiche, sarcastiche, sovrabbondanti, barocche.

http://it.wikipedia.org/wiki/Egon_Schiele

 

             

 

 

 KLIMTEMILIE FOLGE 

            KLIMT   JUDIT

  

 

 

 

 

SCHIELE

Ritratto della moglie

 

 

 

SCHIELE

 

 

 

I

 

 

 

   KOLOSHKA   LA sposa del vento    

 

 

   

 

           

Cubismo Picasso e Braque

 

 

PICASSO   Donna che ride

PICASSO figure sulla spiaggia

 

 

 

 BRAQUE Donna con una bottiglia di Rum

            Picasso riempie un secolo anche in virtù della capacità di rinnovarsi. Ciò che interessa in questa sede è però l'esplosione del cubismo quando nel espone nel 1907 espone il grande dipinto delle Daimoselles d'Avignon. Lo stesso hanno con una grande retrospettiva era stata riconosciuta l'arte di Cesanne.  Picasso, con Braque,  guarda a quei capolavori e vi scopre non solo la grandezza ma la pecugliare semplificazione, la geometrizzazione, l'avvenuto superamento della pittura espresionista secondo una visione che lui stesso andava maturando e di cui Daimoselles d'Avignon  rappresenta l'approdo. Il cubismo irrompe in un ambiente avanguardistico dominato dal colore aggressivo dei pittori fauve, con le sue linee decise lineari, i suoi angoli netti squadrati, la sua brutalità, la sua energia, il suo richiamo all'espressività delle maschere rituali africane.



Picasso Braque vivono e lavorano assieme. Anche in opposizione a quello sgargiante colorazione dei fauves i colori evolvono gradualmente  verso una scala monocromatica di grigi, mentre la rappresentazione si frammenta, si geometrizza e si scompone sulla tela, come si scompongono lo spazio non più reso tridimensionale attraverso le regole della prospettiva ma rappresentato in piano secondo una molteplicità di punti di vista.



Dopo la prima'esplosione' cubista sopratutto Picasso (Braqe rimane fedele negi soggetti e nelle modalità della rappresentazione al primo cubismo pendolando tra l'accentuazione astrattista e il recupero della figuratività) lentamente la frammentazione si evolve verso una fase di cubismo detto 'sintetico' in cui le figure, la rappresentazione d'interni e 'esterni conserva le conquiste formali della libertà scompositiva ma ricupera l'unità, il colore, il rapporto, se pur deformato della rappresentazione. Ma Picasso è vulcanico nella sua evoluzione espressiva e negli anni si avvicinerà, ad altre tendenze, ricupererà (secondo la sua sensibilità e il suo linguaggio) i grandi pittori del passato, inventerà nuove forme simboliche..



 


 

 

IL FUTURISMO Boccioni

 

 

Si sviluppa negli stessi anni per iniziativa di Filippo Tommaso Marinetti al fine di rivoluzionare la cultura. Coinvolgeva letteratura, pittura, scultura, teatro e propugnava in generale un abbandono del passato, dei musei, delle muffe e una conversione alla velocità, alle macchine, al dinamismo. In pittura aderirono Boccioni, Balla, Carrà, Severini  cercando di trasportare sulla tela il movimento e la velocità. Capolavori sono soprattutto i quadri di Boccioni che riesce nella Città che sale a dipimngere la compenetrazione di uomini, macchine e case, nella ritratto della madre ca fondere la fiigura con la poltrona che la ospita, in visioni simultanne a offrire la simultaneutà di figure, macchine, case in vorticosa rappresentazione. I risultati ottenuti sono simili a quelli dei cubisti. I colori vivacissimi contribuiscono alle finalità delle rappresentazioni. Notevole anche l'attività di Boccioni come scultore.

 

 

Il coloreMatisse, Derain, De Vlaminck, DufyIl sogno e la memoria Chahall, Modigliani

 

Fauves, belve, li denominò un critico durante una mostra di quadri di Matisse, Derain, Dufy, Rouault e da quel giorno furono i Fauuves. La loro pittura diventà un'attività per scatenare e fissare le emozioni e Van Gogh il nume ispiratore. Lo stile è libero squillante, vivamente colorato, abbagliante, aggressivo.

 

 

 De Vlaminc IL fiume

  

  DUFY      

  interno                  

 

DUFY

     piazza   

  

Marc Chagall

Tensione religiosa, hassidismo mistico, sogno, miracolo,  folkclore russo, suggestioni di antiche favole animano i dipinti di MarcChagall, che accetta la lezione dei fauves per l'uso vivace del colore ma, almeno in parte anche l'esperienza cubista rielaborata in maniera del tuttom personale. La scomposizione dei piani, delle figure, delle case, tutta la gamma dei colori dei Fauves e di van Gogh sono funzionali alla trasfiguraziione della memoria della sua infanzia in una piccola cittadina in Bielorussia

 

 

 MATISSE

Dal suo maestro Moreau impara che il colore deve essere sognato, immaginato ma non copiato. Matisse fa sua la concezione e gradatamente nei suoi quadri i colori della realtà cedono a quelli della immaginazione,dell'emozione in uno sfavillante gioco di colori puri, di accostamenti e di contrasti.  Le linee, il disegno perdono progressivamente importanza a il colore divente "il quadro".

Importanti sono le lezioni di Van Goagh e Gauguin, ma anche la pittura giapponese, le stoffe moresche, le maschere, le decorazioni, gli arabeschi. Lavora con Derain ed espone a Parigi con quei pittori che prendono subito il nome di Fauves, belve. 

Entra in contrasto con Picasso che esprime un parere negativo sia su quell'aggressiva esplosione di colore, sia sulla poca cura ed espressività del disegno. Per contrasto Picasso comincerà a dipingere i suoi quadri cubisti adottando una scala di marroni e di grigi. Ma tornerà presto a ricuperare sia il colore sia parzialmente la forma col passaggio dal cosiddetto cubismo analitico al cubismo sintetico 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                

  


Visse a Parigi nel'ambiente dei pittori avanguardisti, ma la sua opera non è per nulla assimilabile ad alcun movimento d'avanguardia nè ad alcun artista coi quali condivideva vita, amicizie, esperienze. Per nulla attratto dai Fauves, parve avvicinarsi al cubismo ma rimase fedele alla sua poetica, fatta di ritratti di figure isolate, solitarie, isolate in un angolo o in un frammento d'interni. L'ispirazione e il clima sono tradizionali la resa della figura è semplificata, appena deformata da asimmetrie e dai lunghi colli, è quasi spoglia, ma fiortemente espressiva

MODIGLIANTesta

 

 

 

Modigliani si sentì sempre uno scultore ma dovette smettere di scolpire il marmo per problemi respiratori causatigli dalla sua polvere. Si dedidò quindi alla pittura e solo saltuariamente a scolpire la pietra

 

 

KANDISKIJ Pittura con muro giallo- ImprovvisazioneIII

 

KANDISKIJ Giallo rosso blu - Improvvisazione 3

Fin dall'inizio esprime la sua nostagia per i paesaggi russi con pennellate dense, vivaci libere, libere in cui le pure tenui linee di contorno vanno scomparendo.Nel 1911 con Franz Marc e altri fonda il gruppo del Cavaliere Azzurro che auspica il privilegio degli aspetti emotivi e irrazzionali, svincolati dalla fedeltà al  reale. Pubblica nel 1909 Lo spirituale nell'arte testo fondamentale per l'astrattismo in cui rivendica per il pittore la stessa libertà verso la realtà di cui gode il compositore e subito inizia la serie delle improvvisazioni senza titolo in cui da libero sfogo alla sua fantasia senza più alcun legame con gli oggetti, a tutta la sua abilità coloristica. Più tardi recupererà le lieee e i contorni e dopo aver ammirato i quadri di Mirò recupererà anche gli oggetti con una vaga lontana parentela con gli oggettin reali o delle favole. La sua infuenza, come iniziatore dell'astratttismo è enorme  

 

 

MARK       The Lamb

 

 

 

                                                KIRKNER     donna allo specchio                        KIRKNER     Donne in strada


 

Dada e surrealismo

Il movimento nasce, fondato dal poeta rumeno Tristan Zara e da Picabia come contestazione non solo di tutta la pittura tradizionale ma anche di tutti i movimenti avanguardistici, che secondo i fondatori lasciano inalterato il rapporto quadro, come oggetto, con il denaro e il potere. L’oggetto scelto dall’artista diviene così l’emblema del movimento Dada. Dada si proclama innanzitutto anti, disturbatore, provocatore nell’esporre oggetti dipinti provocatori del rapporto insensato che lega l’opera al valore.

Fondano la rivista Literature organizzano serate provocatorie al cabaret Voltaire e entrano in contrasto quando Breton accusa Dada di essere solo capace di distruggere. Il nuovo movimento, il Surrealismo, il cui primo manifesto è del 1924, nasce in simbiosi con la nuova psicanalisi di Freud, con la scoperta dell’inconscio e della scoperta del valore dei sogni. Nelle immagini costruite nell’inconscio, nei sogni si trovano i contenuti rimossi, è accessibile all’artista si trova quella verà realtà che il surrealismo chiama Surrealtà.  L’esperienza onirica diviene così con la provocazione, l’impegno antimercato l’ideologia del movimento che vede in Savinio, in De Chirico, in Delvaux i padri e precursori.

Della Spicanalisi Breton esalta la verità dei sogni e la teoria delle libere associazioni; ad esse deve affidarsi l'artista, non forzando se stesso a dipingere la realtà così come l'hanno dipinta i pittori classici e le avanguardie, ma abbandonandosi al flusso della coscienza e lasciando che da essa fluiscanole immagini del profondo e dell'incoscio.  

 

 

DELVEAUX

Donna allo specchio

 

Come in De Chirico e Savinio atmosfere e accostamenti inquietanti eseguiti con tecnica pittorica tradizionale.

 

MAGRITTE Prospettive dal balcone

 

 Temi surrealisti e tecnica pittorica tradizionale

 

      MAGRITTE 

Il modello   rosso 2

               

 

MAGRITTE  Omaggio a MarcK

 

Breton riconobbe in Delveaux. De chirico e Savinio (fratello di De Chirico) dei precursori del movimento). Particolarmente Savinio, di cui apprezzava sia il surrealismo dei romanzi, che quello delle compoosizioni, che quello dei dipimnti, fu da lui più volte sollecitato, senza successo,  ad aderire prima a Dada poi al Surrealismo.

 

Di Magritte, come di Dal' e  Picabia Breton  apprezzò i temi ma criticò la pigra, tradizionale, omologata tecnica pittorica. Una questione di nion poco conto se si pensa ai presupposti antiomologanti, socialmente impegnati e programmaticamente provocatori dei movimenti Dada e Surrealista. Di fatto non tutti gli artisti si sentirono DAda e surrealisti e aderendo nello stesso tempo a quella chiara, proclamata e sentita posizione politica.

 

 

 

 


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DE CHIRICO Acropolis

 

          La testa di Apollo, un guanto dozzinale in gomma appeso con un chiodo, una  sfera verde e sullo sfondo  da un lato una fabbrica nera e i più volte praticati inquietanti archi di portici. Il tutto nella sua strana inquietante varietà appare magico e inquietante.

In tutta la sua carriera anche in quella postmetafisica in molte tele, De Chrico, nato e vissuto in grecia ricorrono rovine o elementi di antichità del mondo classico greco. Pittore originalissimo, del tutto alieno ad ogni forma di partecipazione al fenomeno delle avanguardie è tuttavia un forte innovatore.  In Baviera subisce il fascino della filosofia di Nietzsche e della pittura di Boklin, anche lui fortemente nostalgico del mondo classico. A Parigi conosce Guillaime Apollinaure e il mondo dele avanguardie. Studia interessato i quari dei cubisti e matura intanto il suo mondo che comincia presto a dipingere. Un mondo silenzioso di presenze inqietanti e oniriche, di immobilità, di portici scuri, di orologi, di toorri improbabili di manichini improbabili, di squadre, di leggii, di rotoli, di rovine classiche. Anche i colori sono onirici: cieli  rossi ocra, verdi, manichini variopinti, marroni carichi. Tutto fa sì che anche l'oggetto più comune assuma un aspetto magico. Quel magico che tanto affascinerà Breton.

 

                                                                                                   

 

 

PICABIA  Ecclesistic

 

 

 

 

Dalì La persistenza della memoria

 

 

 

 KLEE

 

 

 

 

 

 

 

 

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